Tra i miei piccoli vizi c'è sempre stato quello dell'aperitivo: se il tempo e gli impegni me lo consentono, amo soffermarmi, prima di ricasare la sera, in un bar conosciuto per sorbire pigramente un Margarita, un Manhattan o altro intruglio consimile, purché preparato con cognizione di causa e accompagnato da dovizia di stuzzicanti e appetitosi contorni.Così è stato anche qualche sera fa: un bar a poche centinaia di metri da casa mia è specializzato in tale produzione; oltre ciò, con l'avidità tipica dei commercianti, si è ultimamente dedicato anche al gioco del lotto, alle scommesse ippiche, alla ricarica dei telefonini e via discorrendo.
Davanti al mio bicchiere di Negroni ho notato un insolito affollamento del locale e un'altrettanto insolita animazione: ho dapprima immaginato una qualche recente impresa del Milan o dell'Inter (nulla come il calcio vivacizza le chiacchiere da bar), ma ben presto l'occhio mi è caduto su un articolo a tutta pagina di un giornale locale appeso in bella vista davanti alla cassa: a farla breve, un paio di giorni prima una sconosciuta signora era entrata nel bar, aveva comprato un Gratta e vinci e l'aveva doverosamente strofinato con una moneta, scoprendo di aver vinto 500.000 euro (un miliardo di una volta, per intenderci).
Mi sono soffermato per qualche istante a guardare la foto dei sorridenti baristi che campeggiava al centro dell'articolo, poi mi è venuto da pensare che se un abituale avventore del locale avesse vinto, che so, il Premio Nobel, non avrebbe ricevuto tale dovizia di ammirati commenti.
E mi son venute in mente alcune notizie, che avevo confusamente in testa ma che ho voluto verificare con un rapido giro sulla mai troppo lodata barra di Google, del tipo:
l’Italia è tra i primi Paesi al mondo per volume di affari legato al gioco d’azzardo legale e per numero di giocatori;
l’industria del gioco è al terzo posto per fatturato (dopo ENI e FIAT): nel 2008 il giro di affari ha toccato i 50 miliardi di euro;
il fatturato dell’industria del gioco è aumentato nonostante la crisi economica: il 78% degli italiani ha giocato almeno una volta nel 2008;
in Italia sono più i luoghi dove è possibile giocare (più di 16.000) che gli uffici postali o le caserme dei carabinieri;
nel 1990 le occasioni di gioco settimanali erano 3: totocalcio, lotto e ippica. Oggi sono 10, a cui aggiungere lotterie istantanee, sale bingo, videopoker e gioco online.
(fonte EURISPES)
Ho finito in fretta il mio aperitivo e mi sono allontanato. Credo di essere stato l'unico, nel bar, a non unirmi agli eccitati commenti.
Un saluto dal vostro
Cosimo Piovasco di Rondò









Il blues è facile da suonare,