mercoledì, 31 gennaio 2007

Un post un po' anomalo per comunicare a tutti quelli che mi voglion bene (e anche a chi mi vuol male, tie'!) che la mia forzata assenza degli ultimi tempi è dovuta unicamente a problemi di connessione... i.e. che in questo nostro tecnologico & commerciale & berlusconiano mondo c'è chi può impunemente permettersi di segarti servizi telefonici e telematici convinto di farti pure un favore... e a rimetter tutto a posto passano settimane...
Non state in pensiero per me, sono vivo e lotto con voi!
A presto dal vostro

Cosimo Piovasco di Rondò

postato da: Cosimopiovasco alle ore 20:00 | Permalink | commenti (18)
categoria:altro
martedì, 16 gennaio 2007

Si diffondono a macchia d'olio nella blogosfera i giochi a catena... nascono e muoiono senza che nessuno ne possa veder l'origine né il termine, poiché a nessuno basterebbero il tempo e l'energia di risalire o discendere in tutti i suoi rivoli una di queste catene: basti notare che, se nessuno rifiutasse l'invito e si potessero evitare le ripetizioni, sarebbero sufficienti otto passaggi per coinvolgere tutti i 245.000 blog esistenti su Splinder...

Mi giunge da Amicia questo nuovo, affascinante gioco: estrapolare tre righe dalla pag. 123 del primo libro che si ha sottomano e commentarle. Gioco che richiede una buona dose di onestà intellettuale per non cedere alla tentazione di sfogliare più libri per trovare il più interessante a pag. 123; quello che ho scelto (senza barare) è Malombra di Antonio Fogazzaro, undecima edizione, Casa Editrice Galli, Milano, 1896.
A pag. 123 leggo:

Intanto il pedone della Regina bianca e il pedone del Re nero, stretti a corpo a corpo per obliquo e immobili, si domandavano se vi fosse pace o armistizio o consiglio di guerra. Ma né loro né altri in tutto il campo ne sapeva nulla.

Due persone hanno iniziato un'oziosa partita a scacchi; distratti da altri pensieri la interrompono: i pezzi sulla scacchiera ristanno come in perplessità.
Bella metafora! Nel dubbio dei due pedoni, il bianco e il nero, faccia a faccia in atto di sfida, pronti a combattersi e offendersi e financo a uccidersi e morire all'ordine dei loro comandanti e padroni, par di leggere il destino di chi ogni giorno e in ogni campo combatta guerre senza scopo, consapevolmente o no costretto da oscure ed estranee decisioni prese da altri a sopraffare e offendere suoi simili che non conosce e che nulla gli hanno fatto; di chi, dopo aver obbedito agli ordini impegnandosi in battaglia, si trovi faccia a faccia col nemico senza più alcun ordine al quale obbedire, e si chieda - inutilmente - in quel momento sospeso quale scopo abbia avuto la precedente tenzone, quale scopo abbia ora l'imposta tregua.
Che il terreno di scontro si chiami campo di battaglia, azienda, scuola, mercato, poco cambia; poco cambia che a darci ordini siano generali o direttori o capi: ciascuno di noi è destinato ad avvertire, almeno una volta nella vita, l'amaro sapore del sentirsi un pedone abbandonato sulla scacchiera. E a chiedersi se sia accettabile che ad un essere umano sia imposta una tale senzazione.

Scusandomi per essermi un poco lasciato contagiare dallo stile un po' arcaico ma splendidamente manzoniano del Fogazzaro (uno dei grandi dimenticati della letteratura italiana), affido il prosieguo del gioco ad Ariadipoesia, Caroziggy, Commediorafo, Mada1967SempreGio.

Un saluto dal vostro

Cosimo Piovasco di Rondò

postato da: Cosimopiovasco alle ore 22:39 | Permalink | commenti (23)
categoria:giochi
lunedì, 15 gennaio 2007

Ormai dovrei averlo capito che nella blogosfera l'aspetto letterario non interessa a nessuno...
Racconti o poesie degne di tal nome non se ne trovano, o forse chi le trova le salta a pie' pari... e in ogni caso non trova mai il tempo o la voglia per un autentico commento critico... e probabilmente neppure io ho saputo riconoscerne, scoraggiandomi di primo acchito davanti a post chilometrici dai quali istintivamente, presi in questa navigazione sempre un po' frenetica e affrettata, ci si allontana...
Ma tanto per indulgere alla mia proverbiale testardaggine, ogni tanto ci riprovo, e manco ci rimarrò più male di fronte a un post prevedibilmente povero di commenti, dopo le paginate cui mi sono abituato (e con le quali mi sono sinceramente divertito, viva la sincerità!) provocate dai giochini, ammiccamenti e barzellette dei giorni scorsi...
E per indulgere ulteriormente alla mia ancor più proverbiale pigrizia, stavolta mi risparmio pure la (lieve) fatica del solto continua a leggere e del successivo copia/incolla, e me la cavo con un bel link, che vi porterà ad un racconto sicuramente meglio impaginato e leggibile che non nel post di un blog, sulle pagine di una bella rivista letteraria online:

Scriptamanent

Buona lettura a chi avrà la curiosità e la pazienza di approfondire, a tutti un saluto dal vostro

Cosimo Piovasco di Rondò

Pensierino di un pomeriggio qualunque...

La differenza tra un operaio e un intellettuale è che l'operaio si lava
le mani prima di pisciare, l'intellettuale dopo.
(Jacques Prèvert)

postato da: Cosimopiovasco alle ore 19:12 | Permalink | commenti (18)
categoria:testi
domenica, 14 gennaio 2007

Un bel gioco dura poco, dice il proverbio... Per questo non avevo intenzione di proseguire oltre nel gioco che recentemente è qui comparso, procurando più di un sorriso a me e - spero - ai miei commentatori.
E' stato l'esplicito interessamento di una blogger, che poco fa mi ha scritto in proposito, a convincermi a pubblicare un'ultima puntata sull'argomento. Con la speranza che questa amica (della quale taccio il nome per ovvie ragioni di privacy) voglia rivelarsi ella stessa con un commento e dare il via col suo esempio a un'ulteriore serie di emulazioni.

Un barbiere di Salerno
religione e morale aveva in scherno;
chissà se dopo morto andò all’inferno
quel blasfemo barbiere di Salerno?

Un maniscalco di Udine
sempre soffriva per la solitudine;
si gettò in mare, legato alla sua incudine
il disperato maniscalco di Udine.

Un postino di Aosta
sempre correva in giro senza sosta,
finché un giorno impazzì e bruciò la posta
l’agitato postino di Aosta.

C’era un manager di Cosenza
che di dolciumi mai restava senza;
ebbe il diabete, fece penitenza
quel goloso manager di Cosenza.

Ciao a tutti dal vostro

Cosimo Piovasco di Rondò

Pensierino a notte fonda...

Preferisco un bacio a una nuova versione di Windows! (Vionne)

postato da: Cosimopiovasco alle ore 01:40 | Permalink | commenti (11)
categoria:testi, sorrisi
mercoledì, 10 gennaio 2007

E' dovuto alla cortesia (?) di Paola (gattanerabo) questa iniziativa che riprendo e ribalto... e insomma, se a qualcuno di voi le catene di Sant'Antonio non piacciono prendetevela con lei... Io non sarò mai capace di dire di no a una signora...

Fin troppo facile tirar fuori "cinque cose che nessuno sa di me", il problema è quello di essere un pelino originale... dunque, penso che nessuno (o quasi) sappia che:

  1. Il mio secondo nome è Vittorio (troppo facile, dite? visto che qui nessuno sa neppure il primo?... Vabbe'...).
  2. Ho una vistosa cicatrice sul ginocchio sinistro (sì, ok, sulla guancia farebbe più eroe del West...) procuratami a undici anni nel tentativo di emulare mio padre, bravissimo a foggiare e incidere col coltello eleganti bastoni da montagna (rigorosamente in legno di nocciolo, frassino o sanguinella, mai castagno o carpino).
  3. Da ragazzino imparai a lavorare a maglia (mia madre era bravissima)... e me la cavavo pure bene, punto diritto punto rovescio, aumentare e scalare, addirittura le trecce col terzo ferro... Poi smisi: se l'avessero saputo i miei amici, di un passatempo così poco virile, mi avrebbero preso per i fondelli a vita... e che gusto c'è a saper fare una cosa se non puoi dirlo in giro?
  4. A un certo punto della mia vita ho cominciato a soffrire di una vaga forma di acrofobia; da ragazzo l'altezza mi eccitava, mi arrampicavo senza timore su alberi altissimi, camminavo disinvoltamente sui cornicioni al settimo piano... oggi l'affacciarmi all'orlo di un precipizio non protetto mi causa una stretta allo stomaco, un aumento delle pulsazioni (ma vertigini vere e proprie no), ho un moto istintivo di ripulsa, di tirarmi indietro... ma per quanto frughi nella memoria non riesco a ricordare né il quando (attorno a trent'anni, credo, ma è un po' vago), né soprattutto il perché di questo cambiamento. Buffo, no?
  5. Questa credo di non averla davvero mai detta a nessuno (così vi attizzo e aumento poi la delusione quando la leggerete): ho imparato da poco a fare correttamente il nodo alla cravatta... In realtà a fare il nodo imparai prestissimo, nell'adolescenza, e presto diventai bravo, i miei nodi windsor (o scappino che dir si voglia) sono sempre stati impeccabili... solo invertiti, nel senso che sfilandola la cravatta resta annodata (sbagliato!) mentre dovrebbe sciogliersi del tutto (corretto!)... sapevo benissimo che bastava invertire da sinistra a destra i capi intorno al collo per rimediare... ma erano ormai talmente automatici quei gesti, che impiegai più di trent'anni per decidermi a correggermi... e ovviamente nessuno se n'è mai accorto...
    Ed eccola, l'illuminazione improvvisa!... Questo mi fa render conto che la cravatta è l'unico capo di vestiario che in vita mia nessuno mi ha mai sfilato di dosso... provvederò prima possibile... (visto che proprio alla fine c'è scappata la notazione un po' sexy?).

Se qualcuno riuscirà a sorridere di queste banalità ne sarò lieto... in caso contrario potrete sempre rifarvi con Cristry, Fiorenascosto, Riuriuchiu, Smillapiffi, Vionne, alle quali passo il testimone...

A presto dal vostro

Cosimo Piovasco di Rondò

Dimenticavo: mi sembra corretto dare un accenno alle (semplicissime) regole del gioco: chi riceva l'invito deve pubblicare un post nel proprio blog raccontando "cinque cose di se stesso che nessuno sa", e indicando (non è obbligatorio ma mi sembra carino) da chi ha ricevuto l'invito, e altre cinque persone (questo è obbligatorio) che inviterà (con un messaggio privato o un messaggio nei loro blog) a partecipare... non so se sia obbligatorio, ma mi sembra carino anche collegare con un link ogni nome citato al blog corrispondente.

postato da: Cosimopiovasco alle ore 19:08 | Permalink | commenti (23)
categoria:giochi
martedì, 09 gennaio 2007

Ho un'amica che m'inonda la posta elettronica di barzellette in inglese, prese da non so quale sito americano... lo spirito anglosassone è assolutamente peculiare e riconoscibile, due volte su tre intraducibile... ma quando non lo è può essere irresistibile anche in italiano: ve ne propongo un paio:

Amicizia tra donne: una sera una signora non rientra a casa; il mattino dopo dice al marito di aver trascorso la notte da un'amica. L'uomo telefona alle dieci migliori amiche della moglie, e tutt'e dieci affermano di non saperne nulla.
Amicizia tra uomini: una sera un signore non rientra a casa; il mattino dopo dice alla moglie di aver trascorso la notte da un amico. La donna telefona ai dieci migliori amici del marito, e tutti e dieci confermano che lui ha passato la notte da loro, e anzi un paio dicono che è ancora lì.

Un ragazzo del Minnesota si presenta per essere assunto come venditore in uno di quei grandi ipermercati dove si vende di tutto. Alla fine del suo primo giorno di lavoro il titolare gli chiede quante vendite abbia concluso.
"Una, signore." risponde.
"Una?! - il capo è scandalizzato - Ma se i nostri venditori fanno tutti dalle 20 alle 30 vendite al giorno! E quanto hai incassato?"
"101.237 dollari e 65 cents, signore."
"101.237 dollari e 65 cents?!... e come diavolo hai fatto?"
"Beh... prima gli ho venduto un amo da pesca piccolo... poi un amo da pesca medio... poi uno di quelli grandi... e gli ho fatto notare che per un amo così gli ci voleva una canna nuova. Gli ho chiesto dove va a pescare e quando me l'ha detto gli ho fatto notare che in quel posto e con una canna del genere non poteva pescare da riva... allora l'ho portato giù al reparto imbarcazioni e gli ho venduto un gommone Zodiac doppio fuoribordo... e quando mi ha detto che la sua Honda Civic non era in grado di trasportarlo l'ho portato al reparto automezzi e gli ho venduto un Toyota 4 x 4".
Il titolare è strabiliato: "Mi stai dicendo... che uno entra qui per comprare un amo da pesca... e tu riesci a vendergli un gommone e un fuoristrada?!"
"Oh, no, signore! Lui era entrato a comprare i Tampax per la moglie... Allora io gli ho detto: Ehi, amico! questo fine settimana sei disoccupato... Perché non te ne vai a pescare?"

Un sorriso dal vostro

Cosimo Piovasco di Rondò

postato da: Cosimopiovasco alle ore 13:11 | Permalink | commenti (11)
categoria:sorrisi
lunedì, 08 gennaio 2007

Solo per alleggerire un po' la pagina dei commenti, che nel post precedente stava diventando ingombrante... e visto che il giochino ha acchiappato oltre ogni mia previsione... e personalmente mi sono spanciato dal ridere in più occasioni, spero anche voi...
Proseguo qui con un'altra piccola serie, in modo da poter commentare ancora qui sotto ripartendo da capo...
Le regole non le cambio, ma do libertà a tutti di esprimersi come meglio crede... con qualche scusa (e molti ringraziamenti per le puntualizzazioni) a Loopdimare, Riu, Airid e non ricordo chi altri...

Un corridore ciclista di Trento
in discesa correva come il vento;
finì contro un pilone di cemento
l’imprudente ciclista di Trento.

Un droghiere di Torino
tutte le sere suonava il violino;
finì in ospedale, percosso da un vicino
quel rumoroso droghiere di Torino.

Un industriale di Massa
in vita sua mai pagò una tassa;
lo scoprirono: scappò con la cassa
il disonesto industriale di Massa.

C’era un pittore di Foggia,
che amava passeggiar sotto la pioggia,
ma un bel giorno affogò dentro una roggia
quell’idrofilo pittore di Foggia.

Un rispettato prete di Latina
di nascosto sniffava cocaina;
ma fu arrestato per una bustina
l’insospettato prete di Latina.

Grazie a tutti dal vostro

Cosimo Piovasco di Rondò.

postato da: Cosimopiovasco alle ore 21:29 | Permalink | commenti (17)
categoria:testi, sorrisi
sabato, 06 gennaio 2007

Nota: questo post compare in contemporanea su Calligrafia e su amezzanotteinpunto... il gioco potrà continuare dall'una o dal'altra parte a seconda delle adesioni che riceverà (se ne riceverà).

Tutti conoscono, almeno per sentito dire, i limericks, quelle scherzose composizioni in quattro versi a rima baciata, parenti delle nursery rhymes e dei nonsense, di origine anglosassone e rese famose da Lewis Carrol (sì, quello di Alice...).
L'idea è creare una serie che comprenda TUTTE le oltre cento provincie d'Italia... chi scrive ne ha già composte una ventina (più sotto qualche esempio), con l'aiuto di tutti sarebbe bello completare la serie...
Chi vuol collaborare può inviarmi i suoi limericks nei commenti o per mail... se ne arriveranno abbastanza le pubblicherò a puntate...
Ed eccovi le Regole di composizione:

·     Ogni limerick deve obbligatoriamente contenere: il nome di una provincia italiana; un diverso mestiere del protagonista; un diverso aggettivo qualificativo nell’ultimo verso.

·     I quattro versi devono essere in rima baciata; sono ammesse (ed anzi raccomandate, se rafforzano l’effetto comico) le licenze poetiche.

·      È ammessa la presenza di città non capoluogo di provincia, quando si riferiscano a luoghi comuni del parlare popolare, o a riferimenti letterari noti (un maestro di Vigevano, una monaca di Monza, un pompiere di Viggiù, eccetera).

Ecco ora alcuni esempi...

C’era una casalinga di Voghera
che da sola non usciva mai la sera,
ma un bel giorno scappò sulla corriera
la bizzarra casalinga di Voghera.

Un poliziotto di La Spezia
avea la moglie ch’era nata in Svezia;
sparò a un collega per una facezia
quel geloso poliziotto di La Spezia.

Una bionda infermiera di Caserta
per ogni uomo avea la porta aperta;
finì in questura, quando fu scoperta
la procace infermiera di Caserta.

Buon lavoro e buon divertimento dal vostro

Cosimo Piovasco di Rondò

postato da: Cosimopiovasco alle ore 16:44 | Permalink | commenti (31)
categoria:testi, sorrisi